Collezione personale di simona

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AAA cercasi ragazzo di razza perché bastardo l'ho già avuto.

Anonimo

Il primo pensiero di Dio fu un angelo. La prima parola di Dio fu un uomo

Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)

Lasciatemi vivere
ora che il mio cuore batte...
Lasciate che il respiro
ingoi l'aria
e la mia mente assorba le sensazioni.
Lasciatemi il tempo
di pensare, di gioire,
di soffrire, di amare...
Lasciatemi, vi prego,
l'inconscio ricordo
del caldo suo ventre
ed io potrò
riconoscere tra le sue braccia
il suo calore...
Lasciatemi vivere
e dal mio primo palpito
potrò
scontrarmi con il mio destino
per ammansirlo con i miei desideri
per vincere battaglie
per piangere sconfitte...
Voglio vivere
Sono la vita...
Senza me
il vuoto del rimpianto,
per i miei sorrisi... negati,
per i miei occhi... spenti
per il mio cuore zittito,
dimorerà
anche negli intenti
indifferenti al mio non esserci
è cancellerà lo scoprire
il senso e la dolcezza
del mio amore
a ripagare il dolore...
negli occhi che mi guardano.

Mariella Mulas

La tua dolcezza è divenuta crudeltà,
il tuo amore ora è solo disprezzo,
i tuoi sorrisi sono ormai svaniti nell'orgoglio...
Il mio nome e la mia vita sono per te ormai dimenticati...
Ma niente e nessuno potrà farti scordare il mio amore, che ancora oggi senza accorgertene ti sta accanto, e ti dice... "Io sono ancora qui se tu vorrai vedermi".

Irene Mantovani

Pioggia;
sei tu che gridi sul finir di luglio
presa da spasimo e così piena d'orgoglio
fai breccia per le strade a digiuno
e bagni campi, prati e boccioli di giglio.

?Adesso vedo chiaro e scuro

dentro ai tuoi versi
da queste tenebre assolto e libero
da queste ronde notturne e odori di gelsi
e tortuoso sentiero, illustro effimero.

Incendio dell'anima e nei campi assolati
ecco l'olezzo di sabbia e pioggia
l'unione di due innamorati
che in questo finir di luglio è parola saggia.

Intenerisci di sorrisi e agguati
con rumori di tuoni e scrosci improvvisi;
tu pioggia in estate, di monti affamati
e tutto rinfresca il senso, l'aria
per noi indecisi.

Anonimo

Ora... che mangiavo pane e silenzio
l'angoscia è di nuovo tornata;
un brivido al suono del campanello
è arrivato l'inganno...
Esseri inquieti
assetati d'orgoglio
infieriscono
di nuovo sulla piaga...

Silenzio è il mio motto:
ma l'onta subita
si affaccia di nuovo
e l'inganno operoso
dell'intrigo più nero
abbevera l'egoismo.

Infinita la sete
di finto buonismo
apparire mai essere,
solo maschere disgustose.

Ora che mangiavo pane e silenzio
torna il gioco
della fame più nera,
dove perde l'amore e vince
lo squallore.

Annamaria Gennaioli

La vita dà un'indegna indulgenza alle sofferenze che ci impone la morte.

Marco Colla

Adoro i piaceri semplici. Sono l'ultimo rifugio per uno spirito complesso.

Oscar Wilde

Uragano
dentro il cuore
squarciante dolore
per un amore
che solo amore
ambiva.

Mille fulmini
saette
lampi e tuoni
dentro me
un ciclone
tumultuoso.

Come onde irruenti
schiantate sul cuore
mio oscillante
che or brama
l'oblio.

Sarah Sarotti

Sei nata co n'accordo sindacale
che nun era pe gnjente fatto male;
t'ho cresciuta e coccolata
e prima dei gemelli t'ho cullata!

Assieme amo creduto alla solidarietà
e tutti so venuti a fasse mejo curà!
Te rispettava er Medico c'hai fatto lavorà
scejeva stà co te che all'Università!

Hai dato denti, occhiali e fatto prevenzione
preoccupannote dei Soci pure dopo la pensione!
Ogni crisi assieme l'avemo superata
ma urtimamente te sei tanto ammalata?

T'hanno strappato l'anima, donato tutti l'organi,
creato nelle menti un sacco de disordini?
Ora che giaci in stato d'agonia
forse, ce scappa, pe te, l'eutanasia!

Er core nun me regge allo strazzio da subì
guardannote, fija mia, sur patibolo a morì!
Preferisco ricordà ch'eri ammirata
e pure da qualcuno un po n'vidiata?

Te lascio e vado pe la sorte mia
chiedennote na cosa, fija mia:
nun pensà mai che ora me ne frego
perché me metto da na parte e prego,
per chi,  co l'invenzione de sarvatte,
è riuscito sortanto a sfiguratte!

Lella Pasquinate

Ma davvero ho pianto troppo!
Le albe sono strazianti,
ogni luna è atroce e ogni sole amaro:
l'acre amore mi ha gonfiato
di torpori inebrianti.

Arthur Rimbaud

La solitudine è la sorte degli spiriti grandi.

Arthur Schopenhauer

Chi trova un amico trova un tesoro.
Chi trova un tesoro trova tanti amici.
E fin quà niente da dire.
Ma se tanti amici trovano un tesoro... beh il continuo leggetelo sulla cronaca di domani.

Rex Akragas

La clonazione di un mammifero è impossibile.

Michael Frohman

Chi fa mercanzia e non la conosce, i suoi guadagni diventan mosche.

Anonimo

Io rispetto molto la stupidità umana. È la sola cosa che mi dia un'idea dell'eternità.

Voltaire

Ci sono fasi in una storia d'amore, diciamo così, in cui ti fa piacere essere svegliato alle cinque del mattino anche se sei andato a letto alle quattro. È l'effetto "canto degli uccellini", quello che fa sì che a un - Ciao, amore, ti disturbo? - tu risponda - Figurati, tu non mi disturbi mai, stavo proprio sognando di te-.
È una fase breve ma intensa a cui subentra quella in cui al - Ciao, amore, ti disturbo? - segue un sarcastico - Macché. Stavo sturando il water mentre ascoltavo i canti gregoriani-.

Andrea G. Pinketts

Getta un seme e la terra ti porgerà un fiore. Sogna il tuo sogno rivolto verso il cielo, ed esso recherà a te la tua amata.

Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)

Di ciò che non si conosce non c'è desiderio.

Anonimo

Il mondo intero aspira alla libertà, eppure ogni creatura è innamorata delle proprie catene.
Questo è il primo paradosso e l'inestricabile nodo della nostra natura.

Sri Aurobindo

Nulla se mi considero. Molto se mi paragono.

Ornella Angeloni

Una sega al giorno toglie l'Aids di torno.

Anonimo

Per tutti gli dei che in cielo governano
il genere umano e la terra, 
cos'è questo fermento? Perché tutte
mi guardate con occhi truci? 
Per i tuoi figli, se a presenziare un tuo parto
Hai mai invocato Lucina, 
per questo vano ornamento di porpora, 
per Giove che questo condanna, 
dimmi, perché mi guardi come una matrigna
o una belva ferita?
Così con voce tremante pianse il fanciullo,
quando impietrito fu spogliato,
un corpo immaturo che avrebbe intenerito
l'empio cuore dei traci.
Canidia allora, che fra i capelli arruffati
ha nodi guizzanti di vipere,
ordina che su fiamme della Còlchide
siano arsi cipressi funebri,
caprifichi divelti dai sepolcri,
uova di rospo viscido
sporche di sangue, penne di civetta,
erbe che vengono da Iolco
o dall'Iberia, patria di veleni, e ossa
strappate ai denti di una cagna.
Sàgana intanto, discinta e con i capelli
irti come riccio di mare
o cinghiale in fuga, sparge in tutta la casa
acqua del lago Averno.
Veia, che non è distolta da alcun rimorso,
scava a colpi di zappa
la terra, gemendo per la fatica:
qui seppelliranno il fanciullo
con solo il capo che affiora, come chi nuota
fuori dell'acqua ha solo il mento,
perché davanti ai cibi sempre nuovi e freschi
abbia a morire lentamente:
col midollo estratto e il fegato inaridito
si farà così un filtro d'amore,
quando le sue pupille sbarrate sul cibo
vietato si saranno spente.
Era presente anche Folia, la riminese
(così si crede a Napoli

fra gli sfaccendati e nelle città vicine),
che ama le donne come un uomo
e per magia con l'incanto della sua voce
strappa dal cielo luna e stelle.
E Canidia, livida di rabbia, rodendosi
coi denti l'artiglio del pollice,
senza ritegno disse:
'Dell'opera mia
fedeli testimoni,
Notte e Luna, regina del silenzio,
al tempo dei sacri misteri,
ora, ora assistetemi e l'ira divina
volgete sulle case ostili.
Mentre le fiere si nascondono negli orridi,
abbandonate a un dolce sonno,
fate che i cani di Suburra latrino
contro quel vecchio traditore e tutti ridano,
profumato così com'è di nardo,
che migliore non saprei fare.
Ma perché, perché non hanno effetto i veleni
spietati della barbara Medea?
Con questi, in fuga, si vendicò della figlia
del grande Creonte, la superba rivale,
quando il peplo avvelenato, datole in dono,
tra le fiamme rapì la sposa in fiore.
Nessuna radice nascosta in luoghi impervi,
nessuna erba m'è sfuggita,
e il letto, in cui dorme, tutte le mie rivali
dovrebbe per malia fargli scordare.
Per gli incantesimi d'un'altra maga, ahimè,
più sapiente, se ne va libero.
Ma ora, Varo, dovrai piangere a lungo:
per effetto di un filtro inusitato
correrai da me e a me tornerà il tuo cuore
non più attratto da cantilene marsiche.
Filtro più forte ti preparerò, più forte
te lo mescerò, visto che mi odi,
e il cielo sprofonderà nel mare e su questo
si stenderà la terra,
se tu per me non arderai d'amore
come la fiamma nera del bitumè.
A queste minacce il fanciullo più non tenta
d'intenerire quelle scellerate,
ma dopo lo smarrimento rompe il silenzio e
lancia, come Tieste, la sua maledizione:
'I filtri non possono mutare il destino
degli uomini, giusto o ingiusto che sia.
Vi maledirò; e questa maledizione
nessun sacrificio potrà espiarla.
Quando, messo a morte, sarò spirato, innanzi
vi comparirò nella notte come un demone,
larva che con gli artigli vi ghermirà il volto,
perché questo possono i morti,
e pesando sui vostri cuori inquieti,
nel terrore vi ruberò il sonno.
Nei villaggi da ogni parte la folla
vi lapiderà, streghe maledette,
e avvoltoi e lupi sull'Esquilino
dilanieranno le vostre membra insepolte:
questo dovranno vedere i miei genitori,
che, ahimè, mi sopravviverannò.

Orazio (Quinto Orazio Flacco)

"Se ti scrivo solo adesso un motivo ci sarà... " è Liga a dirlo... lui che nelle sue canzoni sa quello che dice.
Non so cosa mi stia succedendo in questo periodo, ma so che a volte penso di stare bene, altre sono quasi irritata dal dolore che provo, dolore che provo senza motivi concreti. Saranno i troppi pensieri a rendermi così, saranno le situazioni di merda che mi si profilano ogni tanto, sarà questo mio essere così riflessiva, pensare di meno e agire di più, ma sta proprio qui il problema. A 19anni si pensa di sapere tutto e a volte ci caschi in questo trabocchetto. Poi, però, lei muore e tu cominci a domandarti dei perché: perché sono arrivata tardi? Perché lei ora deve essere solo un ricordo? Perché non l'ho salutata prima che il cancro la divorasse completamente? Perché... perché, cazzo, è successo! Visto!? A 19 anni non si sa proprio niente. Poi però ci rifletto su, neanche a 50 uno può rispondere a queste cavolo di domande!
Decido di alzarmi dal letto, mi si sono addormentate le gambe a forza di scrivere, posizione scomoda. Sono in piedi ora, mi gira un po' la testa, mi risiedo. Riprovo ...[segue »]

Anonimo

Spazzerà via le ombre...

Un sogno m'ha detto
che sulla rosa infangata,
sull'ala recisa
ai confini del cuore,
un soffio di luce
dalle stelle cadrà

e nel profumo del mare
al collo avrò le tue braccia.

Anonimo
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