Dario Motti: Sei e venti di venerdì ci si alza presto la matti



Sei e venti di venerd�
ci si alza presto la mattina
per rivestirci della nostra nullit�

Si sono persi i sogni della notte
dove avventure in mondi strani
riscattano la monotonia della realt�

Anche tu che con alterigia
comandi sui nostri giorni scialbi
non sei che un condottiero
di fantasmi che sopravvivano nella realt�

Anche tu non sei che nessuno
e domani meno di niente
come tutti sarai dimenticato

Mentre noi poeti ancora grideremo
dalla polvere la nostra speranza all'umanit�.


Dario Motti

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