Concetta Antonelli: Se ne stava l, davanti a me, era arrivata con pas



Se ne stava l, davanti a me, era arrivata con passo felpato, all'improvviso. Si era seduta sulla panchina dicendo "Buongiorno, posso?".
"'Giorno... s, prego... " avevo replicato, alzando appena la testa dal libro per sbirciarla, un po' sorpresa perch non l'avevo sentita arrivare. Mi rituffai nella lettura provando un leggero senso di fastidio, forse per il fatto che lei si era seduta cos vicino a me da sfiorarmi, violando il mio piccolo spazio privato, eppure la panchina era tutta libera. Fingendo di aggiustare le pieghe del cappotto sotto di me, mi spostai leggermente pi in l, per ristabilire le distanze.
"Ha da accendere?" riprese la donna con voce limpida, girandosi verso di me e accostandosi di nuovo.
"No! Non fumo!" questa volta ero proprio seccata, quindi alzai lo sguardo sul suo viso, inarcando un po' le sopracciglia e indurendo il tono di voce.
Ebbi un sussulto e per un attimo mi sentii venir meno, mentre il giardino vorticava furiosamente intorno a me in una nebbia colorata di alberi, bambini che gridavano, cani che abbaiavano e busti di eroi di altri tempi...
"Sorpresa, eh?" riprese la donna, imperturbabile, con un sorrisetto.
"Ss! Chi lei?" farfugliai.
"Non lo sai?" sorrise lei ...[segue »]


Concetta Antonelli

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