Angelo Michele Cozza: Taci stupido orgoglio smorza l'insorta rancura che



Taci stupido orgoglio
smorza l'insorta rancura
che deluso come fuoco mi brucia!
Inviperito non sospingermi
abbuiato sull'orlo del pendio
che scoscende fino alla fossa:
abboniscimi, giungere l� non voglio
cos� infangarmi non posso...
Pur se amor in petto infuria
ma nulla lo cura o la carezza
di una mano lo sfiora, ancora
zitto zitto nell'ombra restiamo
e facciamo finta di niente.
Impietoso non ricordarmi
che offrir volevo in dono
a chi non sapeva che farsene
l'oro colato dai miei sospiri.
Luce non pu� raccogliere
chi ha gi� occhi chiusi
fragore di cuore non scuote il sordo:
sasso egli resta agli scoppi di spolette
d'amore tutto assorto nel suo torpore!
Ah cuore, cuore immiserito
come ieri non te ne sei accorto!
Randeggiare, non approdare
questo ci poteva essere concesso...
quando avvistammo l'isola dei sogni!
Dopo affondo per vortici d'assenza
ora puro marame ogni riva ci respinge;
sull'animo da inganno fatto diaspro
un soffiar di giorni cosparge le spente
ceneri di un ultimo ceppo di illusioni!
Taci, taci impennato orgoglio
attizzato e indignato non insorgere
non inveire contro l'Invisibile
o chiunque altro umano fariseo
che appostato nel silenzio ci derida!
Andiamo, proseguiamo pure...
spogliati di miraggi e di speranze
continuiamo il gravoso viaggio.
Dalla prigionia del corpo
sforziamo un sorriso;
finti vivi e maschera, affettiamo
un cordiale gesto di saluto
rivolti al passante ignaro
che incontreremo domani;
a chi estraneo, al cuore
mai appuntamento potr� dare.


Angelo Michele Cozza

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