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Sono sicuramente una persona fragile, a volte insicura e anche indecisa. Sono una di quelle che ancora ci crede in certe cose e in certi valori e ancora vuole vivere con l'esempio di essi. Odio la superficialità e il materialismo ma impazzisco di fronte a cose semplici e di umile pensiero.
Sono silenzio, battiti, brividi, pura follia. Io "sento", nell'attimo di un respiro, dalla pelle al cuore.
Sono sillabe di seta le parole pronunciate dal cuore.
Sono sola anche in mezzo alla gente perché tu non ci sei.
Sono solito tradurre in parole scritte tutto ciò che penso, sento o provo e non quello che fa (o farebbe) comodo a tutti quelli che mi leggono. E non è mica colpa mia se ogni tanto riesco ad accontentare allo stesso tempo Tizio, Caio e Sempronio.
Sono solo dentro me, hai lasciato un vuoto senza te, un foglio, pieno di poesie, non servirebbe, nemmeno a Dio. Faccio finta di dormire, nascondendo, quella lacrime che c'è, dentro me.
Sono solo padrone di me stesso.
Sono sopravvissuta a parecchi scalpelli nel cuore, ma questo martello pneumatico è troppo.
Sono sospesa, come una lacrima sul balcone degli occhi che aspetta di grondare e perdersi nel silenzio della notte.
Sono sprofondato, ho capito i miei errori, adesso sono risalito... il problema è che cammino a un metro da terra!
Sono sprofondato, ho capito i miei errori, adesso sono risalito... il problema รจ che cammino a un metro da terra!
Sono stabile quanto una foglia secca d'autunno. Basta una lieve brezza per farmi volar via. E quando arriva l'inverno restano ben poche attaccate al tronco.
Sono stanca che le urla vengano associate alla pazzia e non più all'esasperazione e al bisogno di essere ascoltati.
Sono stanca dei mazzi di fiori arzigogolati, voglio una rosa del vu cumprà, comprata sull'onda di una risata.
Sono stanca delle attese, attesa di un lavoro, di una telefonata, o di qualsiasi altra cosa che mi renda la vita un po' diversa da quella che vivo. Dicono "vivi alla giornata", ma anche quel vivere alla giornata mi sta logorando.
Sono stanca delle persone complicate: vorrei davvero che le persone fossero ciò dicono di essere, che il nero fosse nero e il bianco fosse bianco. La vita sarebbe meno complicata.
Sono stanca di ammirare la mia ombra morta che troneggia contro il muro bianco dei ricordi.
Sono stanca di amori economici, amori con poco ossigeno, o di quelli part-time. Sono stanca di credere che l'amore sia un gioco. Sono stanca, perché credo di meritarmi anche un amore imperfetto, ma che almeno sia vero.
Sono stanca di avere ragione, stanca di essere il contentino, quella che ma se poi dopo forse... stanca di essere buona e prenderlo sempre nel culo, stanca di stare zitta e mi sono fracassata pure i coglioni a dirle le cose tanto non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Sono stanca di capire, ho esurito le cartucce della pazienza, adesso passo a quelle del vaffanculo.
Sono stanca di dar spazio agli altri togliendolo a me, sono stanca di essere quella sempre pronta per tutti senza considerare che non lo sono mai per me stessa, sono stanca di tenere chiuse nel mio cuore le mie preoccupazioni per ascoltare quelle delle degli altri, stanca di nascondere che anche io posso aver bisogno di essere sostenuta esattamente come tutti gli altri.
Sono stanca di dare. Dare consigli, dare attenzione, dare perdono, dare amore, dare tempo: ora voglio avere quello che mi spetta, perché lo merito.
Sono stanca di dire "passerà". Sono stufa di dire "fa niente". Sono sdegnata dalla falsità e dall'invidia che ci circonda. Ormai non va bene nulla a nessuno. Siamo tutti così esigenti che pecchiamo di sporco egoismo, lasciando morire di fame anche i sentimenti più puliti che spesso facciamo scappare per colpa della nostra diffidenza.
Sono stanca di essere responsabile!
Sono stanca di essere sempre io a fare il primo passo. Quindi ora aspetto, chi mi pensa mi scriva, chi sente la mia mancanza mi cerchi, chi dice di volermi bene davvero me lo dimostri.