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Quello che scrivo non è frutto della mia immaginazione, è solo il modo in cui rivivo le tue memorie.
Quello che sei dentro in fondo all'anima non lo cambia né la vita, ne il dolore, né le delusioni. Lo modifica ma quello che sei resti, cambierai solo il modo di impostare la vita e di valutare le persone!
Quello che sentivo è che tremavo, pensavo di avere una lama lacerante all'interno ma invece mi era rimasto solo un piccolo ricordo, una piccola scheggia, un semplice frammento.
Quello che sento dentro nessuno lo potrà mai capire, appartiene solo a me.
Quello che so è che certe persone quando sono nervose mi vorrebbero usare come pungiball. Quello che non sanno è che io sono un modello particolarmente molesto che non solo schiva l'urto ma dopo gli rimbalza addosso!
Quello che so è che tutto può succedere quindi non dare mai per scontato una cosa, tutto può cambiare, sorprenderti o deluderti. Quello che so è che le certezze sono poche e le variabili tante.
Quello che sto imparando a fare, è di tenere a bada le mie emozioni.
Quello che succede agli altri è che loro non sono te.
Quello che tu chiami declino può essere: libertà, rilascio, riposo, distensione, umanità o addirittura rinascita.
Quello che vorrei non lo dico, non lo dico mai. Lo lascio lì, rinchiuso a chiave in un silenzio che mi urla dentro.
Quello di cui ho bisogno non è un "ti amo", ma è crederci nel più profondo del termine.
Quello sgomento che ti prende di fronte all'imperversare del male nel mondo non comunicabile.
Quest'anno niente compleanno. Lo salto, e chissà anche il prossimo.
Quest'apatia congela qualsiasi emozione che cerca di entrare, che offusca la vista, che ti tappa le orecchie e il naso, impedendo all'ossigeno di avere accesso ai polmoni. Ma è uno spreco, perché c'è così tanta bellezza nel mondo.
Questa è la cosa che mi dà vita: di sapere che sono viva. Perché sono una donna come qualunque altra, con problemi, tristezza, allegria, pianto e sorrisi. Perché dentro di me ho un cuore, un'anima che mi spinge a lottare e a combattere ogni giorno.
Questa è la mia croce, per fortuna anch'io ho una croce da portare, perché senza croce, non c'è risurrezione.
Questa è la nostalgia, voler stare al suo fianco come lo fanno le stelle in una notte qualunque.
Questa è la vita: un giorno un pugno nello stomaco che ti butta a terra, un giorno carezze sul viso come farfalle che ti fanno toccare il cielo con un dito.
Questa è una di quelle notti strane, pensieri che si susseguono. Basta ricordi ora penso ad altro, chissà che strana sensazione un vuoto ordinato, un vuoto fatto di abitudine e di rassegnazione, un vuoto azzurro. Mi siedo in un angolo e aspetto le sfumature.
Questa candela è la speranza che abbiamo nel cuore, è quella luce che non vuole smettere di brillare. È quella voglia di non mollare. È quella fiamma che riscalda i nostri cuori. Questa candela è il simbolo di un domani migliore, è la gioia è la felicità, è la serenità che auguro a tutti voi.
Questa certezza mi dà forza per superare qualsiasi ostacolo.
Questa incompletezza è tutto ciò che abbiamo.
Questa mattina un raggio di sole attraversando la stanza, raggiungeva il mio cuore. Penetrando col suo intenso e lucente calore i miei occhi socchiusi, mi svegliava, permettendomi così, di godere e di ammirare una delle più belle e rare creazioni dopo il sole.
Questa mia solitudine mi fa apprezzare ancor più la mia diversità.
Questa non è l'età per aspettare, è l'età per fare. Si vive per se stessi, ma si ama per gli altri.