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Quante volte abbiamo desiderato un abbraccio, un abbraccio che avvolgesse insieme al nostro corpo, anche la nostra mente e la nostra essenza. Un abbraccio talmente lungo da farci ascoltare tutto il silenzio del mondo. Un abbraccio talmente forte da toglierci il fiato, ma non tanto da impedirci di annusare quel profumo di amore e di vita. Quante volte abbiamo desiderato "quell'abbraccio", non un abbraccio qualsiasi e non da chiunque. Un abbraccio talmente stretto da non farci male, perché fa più male l'assenza di quell'abbraccio.
Quante volte appena sveglia penso a questo mondo che sta lentamente andando alla deriva. Penso spesso che se tutti noi ci mettessimo d'impegno potremmo cambiarlo pian piano, tutti insieme senza nessuna distinzione di razza, religione, stato sociale. Sarebbe davvero bellissimo svegliarsi e dire "ecco che sta per iniziare una meravigliosa giornata" ma il più delle volte la frase che pensiamo appena svegli è "che stress ecco che inizia un nuovo giorno"!
Quante volte capita di vedere prima il vestito di una persona anziché i suoi occhi. Quante volte si misurano i sentimenti per quello che dai, anziché per quello che vorresti dare, ma che non puoi.
Quante volte hai creduto che tutto sia finito. Il sole tramonta è poi risorge, e tutto nella vita tramonta e poi risorge proprio come il sole.
Quante volte ho cerato di comprendere gli altri. Quante sono le volte che ci son rimasto male, e quante volte alla fine mi sono ritrovato solo con me stesso.
Quante volte ho detto "Stop, adesso basta!" Ma puntualmente mi ritrovo sempre punto e a capo!
Quante volte ho guardato dentro le persone senza fermarmi mai all'apparenza. Quante cose strane, diverse e lontane da me. Altre invece familiari e vicine. Poi fa strano vedere come una persona possa "Autodistruggersi" nel cercare di distruggere qualcun altro. Amate la vita e principalmente voi stessi. Perché l'odio verso gli altri è principalmente odio verso se stessi e verso un Fallimento personale che non si vuole ammettere. La rabbia porta autodistruzione. Il sorriso porta amore e ad essere amati.
Quante volte ho letto e riletto quei messaggi facendomi del male da sola!
Quante volte ho riso, ho pianto; ho sperato nella realtà.
Quante volte ho smesso di sorridere per persone che non si erano mai fatte il minimo pensiero delle mie lacrime, dei miei dolori. Troppe ed è proprio questo "troppo" che mi porta oggi a vivere valutando in modo diverso molte cose e molte persone.
Quante volte il cuore si esprime e non sempre viene compreso, capito. Quante volte resta lì in silenzio e ascolta.
Quante volte indosserò la maschera del tutto va bene, quella della moglie perfetta e della famiglia del mulino bianco. Già, un bell'applauso anche oggi, ridevo mentre dentro urlavo e mentre ti guardavo morivo sempre un po'. Applauso a questa vita mia dove la finta felicità vale la perdita del mio cuore.
Quante volte mi hanno chiesto "come stai?" E quante volte ho risposto "bene" anche se non era così, e questo perché dicendo come stavano le cose avrei fatto soffrire chi amo e fatto godere chi mi odia.
Quante volte mi soffermo nel buio e mi piace restarci, perché nel buio ci sono tutte le cose belle che i miei occhi hanno visto e il mio cuore ha amato.
Quante volte mi son detta: Mai più. Intanto il "mai" svaniva mentre il "più" si moltiplicava.
Quante volte mi son pentito di non essere riuscito a donare la parte bella di me. Quante volte ho cercato di donare quello che sento nel cuore mio. Ho dato tanto di me e ancor ho da donare, mentre c'è chi mi dice d'essere speciale, ma di speciale c'è solo quello che riservo ancor nel mio cuore.
Quante volte mi sono pentita di ciò che ho fatto, quante volte mi sono data della stupida per errori fatti ingenuamente, e quante volte ho imparato da questi che si può sempre migliorare.
Quante volte mi sono seduto là per terra a pensar su di me, e a quanta gente passa come il vento chi più veloce chi più lento. E tu in quelle foto, sempre l'ultimo in alto a destra nascondevi te in te stesso aspettando il giorno per affacciarti al mondo.
Quante volte mi sono sentito come un albero in pieno inverno: spogliato di tutto ma ben saldo nelle mie radici.
Quante volte mi sono smarrito percorrendo la strada che dal profondo della mia anima arriva fino al profondo del mio cuore!
Quante volte moriamo dentro, senza che nessuno se ne accorga, eppure andiamo avanti come sempre, restando in silenzio per non disturbare, per non arrecare dolore, ma questo non è vivere, è sopravvivere a noi stessi.
Quante volte nei momenti di profondo sconforto ci assalgono cattivi pensieri? Si pensa di spegnere quella fiammella, fortunatamente c'è sempre qualcuno che ci frena e ci riporta in noi stessi.
Quante volte nel rispondere ad un augurio diciamo "speriamo! " Ma cos'è la speranza? Non è forse quella "luce" che ti nasce dentro anche se nuvoloni grigi oscurano il tuo cielo? È la forza della vita, che ognuno di noi custodisce nel profondo del suo cuore. È ciò che ti da la voglia di farcela, di aspettare e magari poi "indossare" un paio di ali nuove e riprendere il volo dopo ogni caduta.
Quante volte pensiamo di essere come alberi forti; invece, una minima folata di vento e siamo abbattuti. Quante volte pensiamo di scalare una montagna; invece, un piccolo gradino e desistiamo. Quante volte pensiamo di fare mille passi; invece, un piccolo sgambetto e cadiamo senza più rialzarci. Non pensiamo in grande, non siamo in grado di farlo; riconosciamo la nostra piccolezza ed il Signore ci "solleverà".
Quante volte pur mostrando un sorriso, stiamo morendo dentro.