Francesco Passeretti: E quel benessere quel gran vociferare... di cui in



E quel benessere
quel gran vociferare...
di cui interiormente
N'ebbi sentore.

M'indusse a maledir unicamente
quell'antefatto di pensiero
che con spirito puro E con candore
mi collocò tra I falsi martiri d'amore.

quand'io nacqui
avrei voluto che il ricordo
non mi sfuggisse alla memoria...
ma che tutto chiaro mi restasse;
al fin che sol di quei momenti
"per il sublimale miracolo di vita che sempre si rinnova"
...mi ricordassi!

Ma il mio incauto pensier
libero gorgheggia ogni momento
nel suo vorticar soffoca il lamento,
S'alza e s'insinua a seminar sgomento
con la sua triste nenia...
A tributar tormento.

E la notte...
come ogni notte...
mi si rinnova il turpe amplesso
E nella monotona e lenta mia agonia
il nero spettro... mi strappa l'anima
E la trascina via!


Francesco Passeretti

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