Andrea Spartà: Per la prima volta... discendo nell'oscurità catti



Per la prima volta... discendo nell'oscurità cattiva...
tra melodie trascendenti e parole di vita e di odio...
rivolte a qualcuno che esiste ma che non so chi sia...
un pensiero interamente oscuro... per la lettura di pochi...
per quei pochi che hanno un momento di rabbia... di odio...
e cercano sfogo nelle parole... questa è la vostra base...

La sua solida carne non si era mai staccata...
ogni alba la trovava nell'incantevole distesa...
ogni notte il suo spirito amava correre...
fra gli abissi e i mondi più remoti del suo vivere...
quando una sera lo spazio più cupo la fece diventare apatica...
invitante flauto nell'abisso dell'aldilà...
quella mattina si svegliò invecchiata ormai...
niente e nessuno era lo stesso per lei...
gli amici sono diventati come una folla estranea...
per lei che vaga in un'altra dimensione eterea...

Anche se ogni sua lusinga rende la vita degna di esser vissuta...
nessuno sa o immagina a cosa io alluda...
Le antiche torri hanno nostalgia di una luce persa...
ma ricordata nella mia vita...

Io non potrò mai essere legato alle cose che portano luce lontano da me...
vivo nei tramonti e fra gli strani tetti della mia città...
vivo fra villaggi antichi, nei boschi e nelle valli che ho...
tra i venti del sud e del mare...
tra le colline illuminate da vecchi giardini e da strane vetrate...
tra fuochi lunari...

Una sensazione strana... uno straniamento...
un senso di smarrimento... un tradimento...
qualcosa di inaspettato... da qualcuno di inaspettato...
ripicca, vendetta, cattiveria, bastardità...
non so cosa ha provocato tutto ciò... so solo che c'è...
esiste... ed è colpa di qualcuno...
quello stesso qualcuno che adesso non posso perdonare...
quello stesso qualcuno che ora trascinerò con me...
in un viaggio tra misteri e magie oscure...
un viaggio che non sarà piacevole...
neanche da leggere...

Buio, notte, tenebre... fanno da contorno...
per il rito in cui si celebra la morte del reale...
e la rinascita della coscienza onirica...
nei calderoni bollono miscugli devastanti...
si sentono echeggiare le urla della gente isterica...
mentre l'ombra di una guerra apocalittica ci sovrasta...
corpi impalati e teste pendenti dall'altare...
non è un bel posto questo... ma l'hai voluto tu...
La notte viene lenta e porta il suo consiglio...
il normale si nasconde e torna dentro al suo rifugio...
aspetta il primo albore... il momento in cui l'orrore scompare...
per potere uscire e continuare a respirare...
ma intanto il tempo è fermo e la notte ci appartiene...
e quando avrò sete mi nutrirò del sangue distillato dalle tue vene...
cercherò riparo in ogni mio pensiero cupo...
arriveranno sospiri dal profondo per chi crede che tutto questo sia un gioco.

Le nostre vite scivolano via veloci...
più di quanto poi possiamo rincorrerle...
perché sprecarle facendoci del male a vicenda?
Perché buttarle via così?
Sono domande che dovevi porti prima...
adesso è troppo tardi... adesso tocca a me...
Se tu guardi... se tu dici... se tu fai...
questo è il momento di volare... volare via da me...

Cerco un po' di pace dopo un giorno pieno di lavoro...
cerco qualche cosa che mi faccia stare bene...
adoro tutta l'apatia passata in ogni notte vissuta dopo ogni giornata persa...
tra chi pensa e chi va via di corda...
tra chi resta ma resta chiuso nella morsa di una vita arsa...
gioventù trascorsa in un cammino assurdo...
quando pensi di essere arrivato già al traguardo...
quando pensi di essere già dentro e invece cadi fuori bordo...
per questo non perdo neanche due secondi per amare...
amare ogni mia notte che allontana ogni tuo giorno...
dove ci sarà chi è sempre pronto a disturbare ogni mio sogno...

Perso nella notte il tuo ricordo mi sovviene...
perso nella notte la tua voce si fa tenue...
vedo immagini di una pellicola trascorsa...
i rumori della notte causano tristezza...

Stimola la vena poetica un'atmosfera onirica...
gravida tra corposità diaboliche...
Piovono dal cielo in un silenzio lugubre...
lacrime di sangue... dal signore delle tenebre...
La notte scende mentre la mia mente dilaga in altri mondi...
amanti e poeti da millenni...
Tu che creasti speranza e sogni...
Raggi, distrussero elementi, rimasero frammenti...
codici invariabili... seguo il ripetersi dei secoli...
finché la luce non avrà bruciato gli ultimi attimi...
concedimi dei poteri magici per sfidare il re degli inferi...
perché dei reperti biblici hanno consacrato i loro discepoli...
suspiria profundis per me e per i poeti onirici...

Senza traccia, senza respiro, senza pietà...
senza via di fuga, senza condanna, senza vendetta...
è solo quel che vedi... hai sbagliato e pagherai...
ho predicato il bene e perdonato sempre...
ma a tutto c'è un limite... e all'umano sopportabile soprattutto...
tu non sei niente... non sei nessuno...
niente di importante... nessuno di importante...
l'unico tuo motivo di esistere è quello di morire...
morire sotto queste mie parole...

La madre degli scarsi è sempre incinta quant'è vero che sei nato...
dammi due minuti e ti cancello dalla faccia della terra...
non c'è soluzione che ti possa salvare...
perché il tuo peccato non è neanche originale...
sei sopra il mio altare, ti sacrifico e poi prego...
ma il tuo sangue non lo bevo, sicuramente sarà già aceto... sputo...
la tua bocca ha sbandierato cazzate per una vita intera...
adesso basta... siamo al culmine... siamo all'apice...
e sono sicuro che se Dio fulminasse idioti...
tu saresti un parafulmine...
sei il vertice dell'ignoranza ed ogni tua parola è melma densa...
Verremo a prenderti quanto meno te l'aspetti...
io e i miei adepti della fratellanza oscura...
ogni giorno che passa la nostra lista si allunga...
non ti daremo pace finché morte non ti sopraggiunga!
Fuggi finché vuoi... ma noi non ti daremo pace...
Per tutto quello che hai detto... per tutto ciò che hai fatto...
la tua vita è persa... la tua anima verrà arsa...
viaggierai in eterno tra i dannati nelle fiamme dell'inferno...
malvagio è l'odio che io provo quando tu mi sei di fronte...
e chi ti odia quanto me non lo fa costantemente...
Preparati al dolore!
Guardati per piangere... prima di soffrire...
quando io avrò fame mi nutrirò delle tue carni per scontare le mie pene...
quando io avrò caldo mi sciacquerò con le goccie del tuo pianto...
e non sarò mai stanco... riposerò solo quando riposerai tra i morti...
e quando vorrò ridere mi basterà pensarti!
Ho sofferto tanto che ora non sento alcun dolore...
ed ora sono il più sleale nel provare del piacere nel farti del male!

La vita deteriora i sentimenti, li transforma in trappole...
ed adesso senti contro di te il mio odio...
sarà qualcosa di irrefrenabile... di insostenibile...
varcherà ogni confine che hai tuoi occhi si presenta inconfinabile...
nel buio più assoluto ti getterò...
quel tuo incubo peggiore in cui io mi trasformerò...
pronto a scrutare ogni mossa falsa...
pronto a turbare la tua mente pazza...
difenderò il mio corpo facendo perno sulle tue incapacità...
sia fisiche che mentali...
addomisticherò i tuoi comportamenti sleali...
guardando sprofondare nel silenzio la tua anima...
alla fine ascolterai tra le tenebre una voce onirica...
e solo allora collegherai l'esplosione del mio nome...
con quella di una bomba atomica!

Tremi? Hai paura? Sei pentito?
Non m'importa... ormai hai perso tutto...
dovrai solo subire... e leggendo queste righe preferirai non esser nato...
perché sai che è così... sai che è la verità...
sai che prima o poi tutti se ne accorgeranno... e allora resterai solo...
solo come in realtà sei sempre stato... solo come sei nato...
solo come hai vissuto... solo come morirai...

Avvolto da uno stato di tensione insostenibile...
tutto intorno a me è compreso fra l'impossibile e l'orrendo...
entrerai con me in un mondo enigmatico...
narrativa mistica nel non-risveglio onirico...
ciò che ci circonda aggira la penombra...
è una dimensione strana l'inverosimile... ma ci farai l'abitudine...
un mondo ragionevole di questa realtà inutile...
ottima per fuggire dall'orrore di ogni giorno...
e per non vedere la tristezza che c'è intorno...
quella tristezza che in buona parte hai procurato tu stesso...
ed ora che sei qui come la senti? Cosa te ne pare?
È bello viverne senza vero?
Spazio, tempo, confini... spaventosi eoni...
un serbatoio di tenebre nere con orribili suoni...
calderoni girati da streghe e pini stracolmi dei veleni più devastanti...
lacrime lunari distillate nell'esclissi...
da formule magiche il sole cela il mare tra gli abissi...
lungo quel baratro fioco, oscuro, opaco e tetro...
le parete nere e lisce, trasparenti come vetro...
come se fossero state da poco spruzzate, appena verniciate...
da quella pece scura che dal regno dei morti getta in zone misteriose...
Meglio saper sentire la forza del sonno sopra di noi...
che vivere un incubo che non finirà mai...
Ogni secondo che passa le tenebre cadono giù sulla vita terrena del mondo...
un mondo che va spegnendosi... anche grazie a te...
l'universo mi appare sfocato e mi lascio andare... rilassandomi...
senza pensare all'orrore del giorno che giorno per giorno vivo...
mi sto abbandonando nell'errore più grande... lo stesso che hai fatto tu...

Forse credi che sia meglio uscire dal tuo non-risveglio...
in un mondo in cui fra bene e male vince sempre il male...
tutto ciò che è materiale a volte mi spaventa...
vivo nell'oscurità dove la luce è sempre spenta...
esci dal tuo corpo, viaggia col tuo spirito...
al di là del sogno... un non-risveglio onirico tra sogno e realtà...

Spaventose visioni viste da chi non vede il fantastico mondo dell'al di là...
un nuovo pianeta dove l'unica cosa d'amare e proteggere è la vita...
per l'eternità...
vedere quegli occhi che avevano visto il terrore di luoghi lontani...
dietro ogni realtà... in ogni profondo...
dove la voce si trasforma in musica...
Pensieri di cristallo per un magico mondo...
affidati alla natura delle sensazioni quando l'anima invita al supremo...
io ci sarò... a guardare terrorizzato verso il tremulo cielo notturno...
impaziente come non mai che faccia giorno... aspettando...
guardo sconvolto le putride ombre sotto la nitida luna calante...
pietrificato da quelle forme che intrecciano sogni d'orrori incombenti...
ma in realtà siamo noi gli eternatori... come la poesia...
nei tuoi sogni acidi... abbandonati al paradiso dell'inferno...
Il padrone ti da il benvenuto nel riposo eterno.


Andrea Spartà

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