Gaio Valerio Catullo: Quegli mi appare esser proprio un dio, anzi, se fo



Quegli mi appare esser proprio un dio,
anzi, se fosse lecito, egli � sopra un dio,
perch� seduto in fronte a te,
lui se ne sta tranquillo a guardarti e ascoltarti,
mentre sorridi dolce:
e invece a me, infelice, svelli del tutto i sentimenti.
Ch� non appena ti vedo, Lesbia, non mi sopravvive un filo di voce.
Ma s'intorpida la lingua, e una fiamma sottile mi scorre entro le membra,
le orecchie dentro mi ronzano cupe, e la notte ricopre entrambi i miei lumi.
Catullo, il tempo libero � la tua rovina, ch� troppo ti esalta e ti eccita.
L'ozio ha distrutto anche re e citt� un tempo felici.


Gaio Valerio Catullo

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