Enrico De Angelis: In quella terra il sole del mattino è sempre trop



In quella terra il sole del mattino � sempre troppo alto.
Capanne semplici ed abitate.
Strade polverose diventano campo di battaglia per vincere una ciotola piena a met�, dove chi perde resta abbandonato alla razzia delle mosche.
Corpicini scuri, dall'aspetto inusuale, rincorrono un vecchio pezzo di ferro trasformato in cerchio, di sicuro � il momento del gioco, un gioco che in quella terra non continua mai come dovrebbe continuare.
Tra un minuto e l'altro, a rompere un dettato silenzio, un pianto di madre, una bocca in meno da sfamare.
Ed il cerchio continua a rotolare.
All'orizzonte, un asino conduce un carro improvvisato carico a met� di un cibo sempre uguale.
Lo stesso campo, la stessa battaglia, la stessa ciotola, le stesse mosche, lo stesso silenzio, un'altra madre, lo stesso pianto, un'altra bocca in meno da sfamare.
In quella terra dove non esiste un abito di classe, in quella terra dove lo stilista � la natura.
E dopo l'ennesima battaglia un saio color terra insegna la preghiera ed il segno della croce, e quei corpicini scuri, dall'aspetto inusuale, chiedono dove abita il Signore.
In quella terra la sera non si esce, in quella terra si sopravvive all'aria aperta.
E la notte inizia ad arrivare, portando in quella terra lo stesso campo, la stessa battaglia, la stessa ciotola, le stesse mosche, lo stesso silenzio, un'altra madre, lo stesso pianto, un'altra bocca in meno da sfamare.
Ed in quella terra arriva il Signore.
In quella terra quei corpicini scuri, dall'aspetto inusuale, voleranno via.
Non avranno le piume nere, e se dovesse capitare di volare con un'ala sola vorr� dire che voleranno abbracciati.
In quella terra non saranno mai i bambini di nessuno.


Enrico De Angelis

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