Edoardo Cossu: Sento le sirene di tanto in tanto, recluso in prof



Sento le sirene di
tanto in tanto,
recluso in profondo
rifugio segreto,
trascorro la gran
parte dei miei giorni,
la luce di una candela
e qualche buon libro
ammazzano il tempo
infinito.

Una radio trasmette
notizie mentre lo
sguardo segue le
mie orme nella
stanza buia.

Il riflesso sullo
specchio, il tocco
delle campane di città,
una pena infinita
e una speranza lontana
anni luce.

Sento le sirene di
tanto in tanto, la paura
cresce nei miei occhi,
l'intenso suono arresta
il mio respiro, il
marciare interrotto dei
soldati verdi nelle strade
è un continuo precipitare
nel vuoto.

Non mi resta che pregare,
lo faccio di tanto in tanto,
quando non riesco a
svegliarmi da un brutto
sogno.

Sento le sirene di
tanto in tanto,
come di tanto in
tanto osservo la
stella di David
sul mio braccio.

Piango nel silenzio,
il ricordo di mia moglie
uccisa nel grigiore dei
miei occhi, sale la
rabbia al cielo, tento
di trovare un po' di
giustizia, inseguo
invano quel desiderio
fiorito nel cuore, il
nostro sogno di famiglia
è divenuta una lontana
stella nel cielo.

Sento le sirene di
tanto in tanto, l'aria
è infetta da rancore
e noi esule anime
costrette a fuggire
per continuare a
vivere nella terra
del genocidio, abbiamo
mollato, il coraggio
ci è mancato.

Sento il mio destino
marciare nel campo
della morte, sento
il vento soffiare
così forte, che
penso d'esser
divenuto già
polvere.


Edoardo Cossu

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