Charlotte Brontė: "L'Irlanda č lontana, Janet, e mi dispiace di



&Quot;L'Irlanda č lontana, Janet, e mi dispiace di esporre la mia piccola amica a un viaggio cosģ faticoso: ma se non ho di meglio, come evitarlo? Non credete, Jane, di avere delle affinitą con me?"
Non potevo arrischiarmi a rispondere, in quel momento: mi si era fermato il cuore.
"Perché", proseguģ, "a volte ho una strana sensazione nei vostri riguardi... specialmente quando mi siete vicina come adesso: č come se avessi un laccio in qualche parte del mio petto, vicino al cuore, annodato stretto e in modo indistricabile a un laccio eguale situato nella parte corrispondente della vostra piccola persona. E se quel tempestoso Canale e circa duecento miglia di terra si frapporranno fra di noi, temo che questo legame che ci unisce si spezzerą; e ho l'intima convinzione che comincerņ a sanguinare qui dentro. Quanto a voi... mi dimenticherete".
"Questo mai, signore: voi sapete... " Impossibile continuare.
"Jane, udite questo usignolo che canta nel bosco? Ascoltate!"
Nell'ascoltare ero scossa da singhiozzi convulsi; perché non riuscivo pił a reprimere quel che provavo; costretta ad arrendermi, ero scossa da capo a piedi da una profonda angoscia. Quando parlai fu solo per esprimere il desiderio violento di non esser mai nata o almeno di ...[segue »]


Charlotte Brontė

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