Non ho mai respirato in un posto sbagliato in compagnia della persona giusta.
Non ho più spazio dentro di me per i sogni. Proverò a zipparli.
Non ho santi in paradiso, ma ho ottime referenze all'inferno.
Non ho tempo
incessante divenire di pressanti inibizioni.
Non importa quanto tempo trascorra sulla pelle, quanto cielo divida i corpi, ci sono occhi che restano accoglienti come il primo giorno in cui ti diedero rifugio e realizzi che la serenità &egr...
Non insisto per educazione, non desisto per determinazione.
Non lasciarle nude alla mercé dell'oblio, vestile di gesti. Abbi l'imprudente coraggio delle tue parole.
Non m'importa del tempo che passa di per sé, mi preoccupo piuttosto del tempo sprecato inseguendo ideali, progetti, persone. Mi preoccupo del tempo speso pronunciando parole rimaste inascoltate...
Non m'importa di ieri se oggi e tutti i domani che respireremo ci coglieranno storditi d'incanto, mano nella mano, immuni al tempo. Credimi, la burrasca diviene un sorriso quando approdi tra due bracc...
Non mi è chiaro il senso del perder tempo a criticare il raccolto altrui mentre il proprio sta seccando.
Non mi fido di te, quindi ti credo.
Non minacciare gli affetti dell'agnello, sbranerebbe persino il lupo per difenderli.
Non perderei mai cinque preziosissimi minuti della mia vita con chi sicuramente non parteciperebbe al mio funerale.
Non raccogliere i fiori dei prati, non sono tuoi;
Non catturare le farfalle che volano, sono libere;
Ma le storie che senti conservale e tramandale, sono anche la tua memoria!
Non riesco a nascondere nulla, sono un libro aperto, il problema è che la gente legge sempre meno.
Non ringraziare chi ti propone morbide risposte, bensì colui che ti pone scomode domande.
Non rinnego le parentesi vissute con le persone sbagliate, concedo loro il merito di aver indossato le maschere giuste.
Non saprai mai cosa ti perdi se non smarrisci almeno una volta la via.
Non sforzarti a mostrare sempre il meglio, si stancheranno comunque di te quando avranno sfogliato la tua ultima pagina.
Non so come spiegartelo, erano i tuoi occhi che avidamente fagocitavano la mia voce. Divenivo un loquace incapace. Eppure quel silenzio farneticava di noi.
Non so, forse entrò in gioco il principio dei vasi comunicanti, mi prese la mano e tutto l'amore in esubero che era in grado di dare defluì in me, lei fiume, io mare.
Non sono banale, è che trovo anche l'ovvio eccezionale.
Non sono io che non imparo dagli sbagli, sono loro che non sanno spiegarsi granché bene.
Non sono una cima in materia, ma credo che il legame chimico più forte sia quello che lega la pelle ad altra pelle.
Non sono uno scrittore, non sono un aforista, non sono un poeta. Sono carne che scrive, pelle che racconta, anima che rivela.