Le mie orme verranno umiliate dal tempo, graffiate dal vento, rapite dal mare, ma il pensiero di aver camminato non me lo prenderà nessuno.
Le nuvole sono il vero termometro dell'umore, perché se riesci a sorridere osservando un cielo grigio significa che dentro di te persiste l'anticiclone della felicità.
Le panchine custodiscono migliaia di storie meravigliose, ricordi di mani che si cercano, promesse mai mantenute, baci improvvisi. Tutti ne abbiamo una sulla quale il cuore è ancora seduto.
Le parole aggrediscono solo in branco, singolarmente non farebbero del male neanche a una virgola.
Le parole descrivono, raccontano, inventano, farneticano, ma della pelle ne sono un improbabile surrogato. Al dire prediligo di gran lunga l'ardire.
Le parole non le porta via il vento se sono zavorrate di buone intenzioni.
Le parole senza dubbio pesano, ma spesso i silenzi soffrono di obesità.
Le parole son donne, son donne coi tacchi e possono far male se ti ballano sull'animo.
Le parole sono il carburante, le azioni il motore, le motivazioni le ruote, ma è la passione la marcia in più; senza di essa saremmo carne in balia dell'inerzia.
Le parole sono orme che scrivono la riva del mare, nella loro forza risiede la speranza che il tempo le preservi dai flutti.
Le parole sono ritardatarie croniche; si presentano perfette, eleganti, sull'uscio della gola quando la festa è ormai finita.
Le parole ti sembrano esibizioniste, chiassose ed obese di contenuti perché spesso dal loro peso non sottrai la tara delle tue illusioni.
Le passioni travolgono, le emozioni coinvolgono, i sentimenti avvolgono.
Le scostai i capelli dal viso, si aprì un sipario biondo e andò in scena il secondo atto della mia vita. Mi fissò in silenzio per qualche attimo, poi mi sorrise. Cielo, quel sorri...
Le stagioni ritornano, da sempre. Le persone dovrebbero invece restare o andar via una volta per tutte.
Le stelle sono irraggiungibili, non le persone.
Leggere è vaccinarsi contro la quotidianità.
Leggi almeno qualche pagina della mia esistenza prima di giudicare l'intero libro della mia essenza.
Lei è così, le dai un dito e si prende tutto l'abbraccio.
Lei non era mia, io non ero suo. Ma l'amore era nostro. Amare senza appartenersi, vivere senza respirarsi.
Li ho dotati di tutti i comfort, a tenuta stagna dal reale, immuni da contaminazioni. Ecco perché non riesco più a fuggire dai miei sogni, prigioniero volontario di mille vorrei.
Lo ricordo distintamente. Aveva la guancia sul mio petto. "Va tutto bene" le ripetevo, quasi a voler convincere me. Continuai a carezzarle i capelli finché le mie dita non vi restarono impiglia...
Lo sguardo è la dimostrazione scientifica che l'animo sia poliglotta.
Lo sguardo che repentino si adagia sulle labbra, preludio del primo bacio o dell'ennesimo rimpianto. È in quel preciso frammento di tempo, al confine tra l'osare e il desistere, che la mente do...
Lo sguardo in apnea dinanzi alla solennità del mare, i sensi si prostrano al cospetto del prodigio solare, un nobile libeccio sussurra le mie origini. Immobile, mi nutro di meraviglia e mai son...